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Flusso di coscienza & genio del nostro Alvise

29/01/2026 07:50

Andrea Perin

LETTURE, RACCONTI,

Flusso di coscienza & genio del nostro Alvise

Flusso di coscienza & genio del nostro AlviseDa "Sindrome di Venezia" (pg.147) Gironzolo per le Gallerie dell’Accademia.Ah... eccola la zingaretta nat

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Flusso di coscienza & genio del nostro Alvise
Da "Sindrome di Venezia" (pg.147)
 

Gironzolo per le Gallerie dell’Accademia.
Ah... eccola la zingaretta nata per mano de Sior Zorzi de Castelfranco. Ah! Sorrido beffardo: solo lui sapeva come si chiamava questo quadro, ma se l’è portato nella tomba a poco più di trent’anni, assieme al suo immenso genio. Chissà cosa avrebbe combinato se avesse potuto vivere quanto il suo giovane allievo, Tiziano, quasi un secolo. S’è inventato un nuovo modo di far arte, alla sua morte prematura è nato il mito, poi affievolitosi, poi rinato... il pittore più enigmatico della storia, come il suo dipinto più noto del resto, che non gli è da meno in quanto mistero.
Guarda quel fulmine, e la zingara che ci guarda come a dire: beh! Che volete pudici guardoni da me? Non avete mai visto un bimbo succhiare una tetta? 
Poi il soldato, con quella la–
due turiste zoticone sudaticce mi si mettono davanti. Vorrei scansarle con una gomitata, ma mi fanno schifo, anche perché indossano delle canottiere zuppe di sudore da cui straborda la ciccia.
Mi sposto nel salone, raggiungendo i quadri in fondo, opere di un altro bel genietto: Hieronymus Bosch. Osservo il polittico, questa volta senza essere disturbato. Mi colpisce particolarmente la pala dove si vede un tunnel, attraverso il quale i corpi nudi, forse già anime, vengono condotti sostenuti da coppie di angeli. In fondo al buio, nella luce intensa, qualcuno sembra attenderli. 
Arretro di qualche passo. Osservo il tunnel, che ora mi pare più un buco sul mondo, un’assenza di materia che porta all’aldilà, magari un enorme buco nel cervello...
Mi afferro il viso quando un pensiero sconcertante ma chiaro si fa strada nella mia mente. No, no! Non sono inclusioni! Non sono bollicine di chissà cosa, quelle viste nell’esame istologico delle vittime. È una patologia di tipo spongiforme! O santo cielo! È l’assenza di materia che porta a una nuova via percettiva, un tunnel per l’aldilà scavato nella nostra materia grigia! Una volta imboccato, porta allo stato catatonico e alla morte quasi immediata.


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