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IL TURISTA - L'Assunta

06/08/2026 08:14

Andrea Perin

RACCONTI,

IL TURISTA - L'Assunta

Una breve riflessione sulla bellezza, fatta da un "turista" ai piedi dell'Assunta dei Frari.   Da LA PORTANTE DI VENEZIA Pag. 79 (Il mio primo romanzo

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Una breve riflessione sulla bellezza, fatta da un "turista" ai piedi dell'Assunta dei Frari. 

 

 

Da LA PORTANTE DI VENEZIA Pag. 79 (Il mio primo romanzo)


***


Una sofferta maturità tecnica, una laurea in discipline scientifiche presso la stessa istituzione dove Galilei, il padre del pensiero scientifico, espresse il suo genio durante gli anni migliori; di certo non mi sono di grande aiuto nell’affrontare appieno l’esistenza della ''sensazione'' e delle conseguenze che ne potrebbero derivare. 
Estasiante!
Stare ai piedi di un altare gotico ad ammirare l’Assunta di Tiziano mentre un’organista sta intonando l’Avemaria, può fare toccare vertici a quote inesplorate.
Tempo, spazio e materia si confondono uno con l’altra, portandomi in universi sconosciuti; in una sorta di limbo dell’estetica. Una sensazione, se tale definibile, che va ben oltre ai semplici elementi terrestri menzionati. 
Lo so, dura poco, e sovente, purtroppo, quella serie di eventi scatenanti difficilmente riusciranno di nuovo sortire lo stesso effetto. 
Cito in proposito, molto volentieri William Dean Howells, diplomatico americano, che arrivato di notte a Venezia, scriverà: ''Eccola allora la città magica che si estende dinanzi a voi per il vostro piacere, una manifestazione di bellezza così singolare che nessun pittore potrà mai riprodurre, né parole descrivere, poiché si tratta di bellezza assoluta. La vivrete una volta soltanto, e poi la rimpiangerete per sempre.''
Io, sto ancora rimpiangendo quel momento sotto l’Assunta.
L’energia sviluppata in questo contesto sinergico di elementi che va a toccare chissà quali profonde corde del nostro animo, facendoci  ''decollare'', richiede una specifica composizione di azioni ed elementi purtroppo, irripetibile.
Io ci ho provato, ripetutamente. Ho cercato contesti simili, a volte quasi identici, le stesse azioni, gli stessi suoni, la stessa arte, la stessa bellezza; ingrediente questo a me fondamentale, ma mai ci sono riuscito. 
In quei momenti, quando ti avvicini a un universo che tale non può che definirsi e ne senti quella che io chiamo la ''sensazione pulsante'', non c’è pensiero scientifico su cui possa essere strutturata una definizione. 
Mi spiace, ma non mi si può parlare di tonalità visive, di autosuggestione, endorfine o peggio, di droghe. Se la provi, ti accorgi che è differente.
Forse lo scoglio da superare sta nell’individuare e isolare il sistematico approccio innato di dovere sempre e comunque dare una spiegazione a tutto, anche inconsciamente, meglio se scientifica, come nel mio caso, rischiando di non andare oltre il proprio naso.
Ma forse è impossibile; 
spiegare ad un ateo la fede è impresa ardua, ma fattibile; che la provi, impossibile!


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Grazie del tuo tempo. Spero che questo estratto dal mio primo romanzo pubblicato nell'ormai lontano 2016 ti sia piaciuto.

 

Se hai domande puoi lasciarmi un commento.

 

 

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