
Oggi come articolo per il blog vi propongo... quasi un quiz.
Prendo accordi con un antiquario libraio che ha del materiale interessante da mostrarmi. Si tratta di diverse stampe, tra queste mi salta subito all’occhio un bel panorama di Venezia, non antichissimo ma abbastanza interessante.
Non c’è segno, nel perimetro della stampa, di un solco; il segno lasciato dalla piastra di rame, quindi deve trattarsi di una xilografia (matrice da legno scolpito). Anche l’immagine realizzata lungo linee longitudinali è abbastanza rappresentativa del tipo di incisione.
Nasce subito il quesito, al quale un appassionato, e aspirante veneziologo come mi definisco, non può sottrarsi:
“Andrea, quando è stata realizzata questa veduta?”
Prendo il foglio, lo dispiego bene, si intuisce subito che si tratta di un inserto di una rivista letteraria o simili, la stampa occupa le due facciate e sicuramente era posizionata a metà per poter essere tolta.
È davvero ben fatta e densa di particolari nonostante le dimensioni; a proposito di dimensioni e particolari, se un giorno vi capita di passare per il Museo Correr a Piazza San Marco, soffermatevi su quella di de’ Barbari, quasi tre metri per uno e mezzo! Tra l’altro vi sono ancora le matrici originali di legno: è considerata uno dei massimi capolavori della cartografia mondiale.
La potete ammirare a questo link su Wikipedia.
“Vabbe’ Andrea, andiamo avanti, dicci il periodo.”
La prima cosa che salta all’occhio è la presenza della ferrovia che unisce Venezia alla terraferma. Avvicinando il foglio si nota che è presente solo il ponte per i treni, quindi siamo tra la dominazione austriaca e il fascismo.
Prima fu fatta la ferrovia, poi, sotto al fascismo, fu affiancato il ponte per i mezzi su gomma; il Ponte Littorio. Alla fine della guerra venne chiamato il tutto: Ponte della Libertà.
Bene, già stiamo restringendo tra il 1846 (inaugurazione austriaca) e ottantasette anni dopo (inaugurazione fascista), ma si può fare ancora meglio.
Quasi appoggio il foglio al naso, e con stupore del mio interlocutore, osservo che, da dove parte la ferrovia, non è presente la stazione di Santa Lucia, che, ricordo ai più, non poteva essere quella moderna (razionalista) di oggi, ma era su stile classico con delle belle arcate... diciamo che non era mica tanto male a vederla nelle foto antiche.
Quindi: c’era la ferrovia e non c’è ancora la stazione, ma guardate questo ingrandimento. Seguite la ferrovia e poi continuate fino al Canal Grande proprio vicino al cupolone di San Simeon Piccolo, quello bello verde che vedete uscendo dalla stazione.

E cosa vedete?
C’è una chiesa!
Esatto! Si tratta di Santa Lucia, che ospitava pure il corpo della santa. Una bellissima chiesa a cui mise mano persino il Palladio. Vi metto il link a Wikipedia.
E fu demolita?!
E certo! Scelta sicuramente sofferta, persino per il Kaiser, ma Venezia doveva connettersi con la modernità.
Santa Lucia trovò nuovo riposo (va detto che passò diversi luoghi dopo essere stata trafugata nel Sacco di Costantinopoli), presso la vicina Chiesa di San Geremia, e della chiesa rimane una lapide sul pavimento a ricordo.
E quando fu demolita?
Questo non lo sapevo di preciso davanti all’antiquario, ma ve lo dico ora: chiesa, monastero, scuola, palazzi vicini, e annessi vari furono demoliti dal 1861. Due-tre anni, tutto finito.
Quindi, possiamo restringere la veduta da cui fu tratta la stampa, a meno di capricci e licenze varie, tra il 1846, anno di inaugurazione del ponte – ricordate: solo treni – e il 1861, demolizione di Santa Lucia (e annessi) per fare spazio alla stazione austriaca.
Oggi, sicuramente – me lo auguro! – avrebbero ricavato la superficie necessaria interrando un po’ di laguna, come per il parcheggio del Tronchetto, per capirsi, costruito su un’isola artificiale per chi non lo sapesse.
Ma l’800 aveva già visto numerose demolizioni, quasi un’abitudine, demolizioni inaugurate dopo l’arrivo di quel mattacchione che volle spianata la chiesa gioiello del Sansovino (vi era pure sepolto) per realizzare la sua cara sala da ballo al centro della città.
Okay dai, l’importante è non ricadere negli stessi errori... e, se possibile, cercare di non ricadere nelle stesse miserie.
Vi lascio a un altro forte ingrandimento, su Rialto. Considerate che occupa circa un centimetro della stampa originale. Ricordiamoci che è un'incisione su legno (fatta a mano)… forte no!?

E voi? avete notato qualche altro particolare d'interesse?
Spero che l'articolo vi sia piaciuto.

