
Oggi, per gli amanti della distopia (prometto che dedicherò un articolo di approfondimento sul Blog) un breve estratto dalla novella distopica: La Guerra Abissale di Venezia.
Immagine creata con AI Meta.
[…] Il centro nevralgico nemico si trovava su quella che doveva essere stata un’isola dell’antica città di superficie. Per arrivarci passammo sopra a una crepa profonda, sotto cui si scorgevano le carcasse fatiscenti di colossali navi passeggeri, grandi quanto città. Affioravano dal buio mostrando la prua adorna di scivoli, piscine, campi da tennis, oppure ci mostravano gli enormi fianchi: pancioni gemmati da migliaia di terrazzini... mastodontiche carcasse, testimonianze di civiltà scomparse, sospese tra i sedimenti melmosi fosforescenti. Davanti a questi colossali prodigi di tecnologia, immersi in scenari tetri e apocalittici, la domanda che sorgeva spontanea, anche se retorica, era sempre la stessa: come era potuto accadere?
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